The Odyssey di Nolan: il kolossal che divide il web (e forse proprio per questo vale la pena vederlo)
Mettetevi comodi, perché la storia che stiamo per raccontare è più intricata di qualsiasi labirinto omerico. The Odyssey di Christopher Nolan — il film che adatta per il grande schermo il poema fondativo della civiltà occidentale con Matt Damon nei panni di Odisseo — è arrivato nelle sale americane il 17 luglio 2026 tra le ovazioni della stampa specializzata e, allo stesso tempo, tra una valanga di pollici verso su YouTube che ha raggiunto prima quota 600.000, poi superato i 700.000 dislike sul trailer ufficiale. Un paradosso apparente che merita di essere analizzato con calma, senza pregiudizi e senza la fretta dei titoloni da click facile. Perché dietro questo divario tra critica e reazione online si nasconde qualcosa di molto più interessante di una semplice guerra di opinioni.
Di cosa parla The Odyssey: Nolan rilegge Omero
Prima di tutto, un passo indietro per chi si fosse perso le notizie degli ultimi mesi. The Odyssey è la nuova opera di Christopher Nolan, il regista britannico che con Oppenheimer aveva portato a casa gli Oscar per il Miglior Film e la Miglior Regia, consacrandosi definitivamente come uno dei cineasti più importanti della sua generazione. Dopo aver raccontato la fisica quantistica e la bomba atomica, Nolan ha scelto di tornare alle origini assolute della narrativa occidentale: l’Odissea di Omero, il poema epico che narra il viaggio di Odisseo verso casa dopo la guerra di Troia.
Si tratta di un’impresa titanica per qualsiasi regista, ma Nolan non è nuovo alle sfide impossibili. Il film è prodotto da Emma Thomas e dallo stesso Nolan attraverso la loro casa di produzione Syncopy, ed è stato girato utilizzando una nuova tecnologia IMAX su pellicola che promette immagini di una qualità visiva mai vista prima. La durata è di 2 ore e 53 minuti: non esattamente un film da guardare sul telefono durante la pausa pranzo, ma esattamente il tipo di esperienza per cui vale la pena sedersi in una grande sala.
Il cast è, a dir poco, stellare. Matt Damon interpreta Odisseo, il protagonista assoluto, l’eroe dal multiforme ingegno che deve affrontare mostri, divinità capricciose e mari in tempesta pur di tornare a Itaca. Al suo fianco — o meglio, contro di lui — troviamo Tom Holland, Anne Hathaway, Robert Pattinson, Lupita Nyong’o, Zendaya e Charlize Theron. Un ensemble che sulla carta farebbe venire l’acquolina in bocca a qualsiasi cinefilo.
Il trailer ufficiale e la tempesta dei dislike
Il trailer ufficiale di The Odyssey è stato pubblicato su YouTube il 22 dicembre 2025, proprio sotto le feste di Natale, e ha scatenato immediatamente reazioni polarizzate. Da un lato, numeri di gradimento importanti: il video ha raccolto 664.911 like. Dall’altro, una risposta negativa senza precedenti per un film di Nolan: i dislike hanno prima superato quota 600.000, poi sono saliti ulteriormente fino a toccare i 700.000. Potete vedere il trailer direttamente sul canale YouTube ufficiale del film e farvi un’idea personale.
Per capire la portata del fenomeno, bisogna contestualizzarlo. I dislike su YouTube non sono mai stati uno strumento particolarmente affidabile per misurare la qualità di un prodotto — la piattaforma stessa ha reso invisibili i contatori pubblici dei pollici verso nel 2021, salvo poi renderli nuovamente visibili attraverso estensioni di terze parti molto diffuse. Eppure, 700.000 dislike su un trailer di un film di Nolan sono un segnale che non si può ignorare del tutto. Per avere un termine di paragone: i trailer dei film più attesi raramente superano le poche decine di migliaia di reazioni negative, anche quando il progetto è controverso.
Secondo quanto riportato da Cosmic Book News, che ha seguito l’evoluzione dei numeri in tempo reale, il backlash è stato attribuito principalmente a scelte di casting ritenute controverse da una parte del pubblico online. I dettagli specifici di queste controversie non sono stati esplicitati in modo uniforme dalle fonti, ma il dato numerico parla da solo: esiste una componente del pubblico che, ancora prima di vedere il film, ha deciso di esprimere la propria disapprovazione in modo organizzato e rumoroso.
La critica dice tutt’altro: 8.5 su IMDb e recensioni entusiastiche
E qui arriva il paradosso. Mentre YouTube si riempiva di pollici verso, le prime recensioni professionali dipingevano un quadro completamente diverso. Su IMDb, The Odyssey ha raggiunto un rating di 8.5 su 10 basato su 314.000 valutazioni — un punteggio straordinario che lo colloca tra i film meglio valutati degli ultimi anni sulla piattaforma. Non si tratta di un manipolo di critici entusiasti: stiamo parlando di centinaia di migliaia di utenti che hanno visto il film e lo hanno giudicato in modo molto positivo.
La stampa specializzata si è espressa in termini ancora più lusinghieri. I recensori hanno descritto il film come epico ed emotivamente risonante, sottolineando la capacità di Nolan di trasformare un testo antico in un’esperienza cinematografica moderna senza tradirne l’essenza. Vanity Fair Italia ha pubblicato una recensione particolarmente appassionata che mette in luce la dimensione emotiva del film — un aspetto che spesso viene sottovalutato quando si parla di kolossal d’azione — descrivendo The Odyssey come un’opera capace di parlare all’anima oltre che agli occhi.
Il contrasto con i dislike di YouTube è stridente, e invita a una riflessione più ampia su come funziona il dibattito culturale nell’era dei social media. I dislike su un trailer non misurano la qualità di un film: misurano la reazione a un’anticipazione, spesso filtrata da pregiudizi preesistenti, campagne organizzate o semplicemente dalla tendenza umana a esprimere il dissenso in modo più energico del consenso. Il fatto che lo stesso film abbia 664.000 like e 700.000 dislike sul trailer, e poi un 8.5 su IMDb da 314.000 spettatori reali, suggerisce che chi ha effettivamente visto il film ha avuto un’esperienza molto diversa da quella che i detrattori anticipavano.
Matt Damon come Odisseo: una scelta coraggiosa
Al centro di tutto c’è Matt Damon. Scegliere l’attore americano per interpretare l’eroe per eccellenza della tradizione greca è una decisione che Nolan ha evidentemente ponderato a lungo. Damon non è il primo nome che verrebbe in mente pensando a un guerriero omerico — la sua immagine cinematografica è legata a personaggi come Jason Bourne, Will Hunting o Mark Watney, figure di intelligenza pratica e determinazione silenziosa più che di eroismo epico nel senso classico del termine.
Eppure, se ci si pensa bene, quella di Odisseo non è una storia di forza bruta. È la storia del più astuto dei Greci, di un uomo che sopravvive non grazie ai muscoli ma grazie all’ingegno, alla capacità di adattarsi, di mentire quando serve, di resistere alla tentazione, di ricordare chi è e da dove viene anche quando il mondo intorno a lui cambia continuamente. In questo senso, Damon — che nella sua carriera ha interpretato più volte personaggi che si trovano in situazioni impossibili e le risolvono attraverso la mente — non sembra poi una scelta così lontana dallo spirito del personaggio.
Il fatto che il film abbia ricevuto critiche entusiastiche suggerisce che questa scommessa abbia pagato. E il punteggio IMDb conferma che il pubblico che ha visto il film ha apprezzato la sua interpretazione.
Un cast corale per un’epopea universale
Accanto a Damon, il cast di The Odyssey è un esercizio di ambizione produttiva senza mezzi termini. Tom Holland, che il grande pubblico conosce soprattutto come Spider-Man, si misura qui con un contesto radicalmente diverso. Anne Hathaway, Robert Pattinson, Lupita Nyong’o, Zendaya, Charlize Theron: ogni nome porta con sé un universo di aspettative e di possibilità narrative.
Nolan ha sempre avuto un talento particolare nel dirigere ensemble complessi — si pensi a Inception, a Dunkirk, allo stesso Oppenheimer — riuscendo a dare a ogni personaggio il suo momento senza che la narrazione si frammentasse. In un’opera come The Odyssey, dove il viaggio di Odisseo lo porta a incontrare figure divine e mostruose, creature soprannaturali e re potenti, la capacità di gestire un cast corale è fondamentale. Le prime recensioni sembrano confermare che questa gestione sia riuscita anche stavolta.
La tecnologia IMAX e la scommessa della sala
C’è un altro elemento che rende The Odyssey un caso cinematografico degno di attenzione: la scelta tecnologica. Il film è stato girato con una nuova tecnologia IMAX su pellicola, una decisione che in un’epoca di produzione digitale quasi totalizzante suona come una dichiarazione d’intenti precisa. Nolan è da sempre un sostenitore convinto della pellicola e dell’esperienza in sala, e con questo film sembra voler spingere ulteriormente i limiti di ciò che è possibile fare con la fotografia cinematografica tradizionale.
Questo significa che The Odyssey è pensato per essere visto in sala, preferibilmente in IMAX. La durata di 2 ore e 53 minuti non è un ostacolo: è un invito a immergersi completamente in un’esperienza visiva e narrativa che lo schermo di casa non potrà replicare pienamente. In un momento in cui il dibattito tra sala e streaming è più acceso che mai, Nolan si schiera ancora una volta con decisione dalla parte del grande schermo.
Cosa ci dice il divario tra critica e pubblico online
Il caso The Odyssey è un esempio perfetto di un fenomeno che si ripete con sempre maggiore frequenza nel cinema contemporaneo: il divario tra la ricezione critica professionale e la reazione organizzata sui social media. Non è la prima volta che un film di qualità riconosciuta viene bersagliato da campagne di dislike coordinate, e probabilmente non sarà l’ultima.
La differenza, in questo caso, è che i numeri reali — le valutazioni IMDb di chi ha effettivamente visto il film, le recensioni degli spettatori nelle prime settimane di programmazione — raccontano una storia molto diversa da quella dei 700.000 dislike sul trailer. Un 8.5 su IMDb da 314.000 utenti non si costruisce con i bot o con le campagne organizzate: richiede che centinaia di migliaia di persone abbiano visto il film e lo abbiano trovato straordinario.
Vale la pena ricordare, a questo proposito, che i dislike su YouTube vengono spesso utilizzati come strumento di pressione culturale da comunità online che si oppongono a scelte creative percepite come ideologicamente orientate — casting inclusivi, rivisitazioni di materiale classico, scelte di rappresentazione. Queste campagne raramente riflettono la qualità effettiva di un prodotto, ma possono influenzare le aspettative del pubblico prima che il film arrivi in sala.
The Odyssey Nolan: perché vale la pena vederlo (in sala)
Tirando le somme, The Odyssey di Nolan è uno di quei film che merita di essere giudicato da soli, senza lasciarsi condizionare né dall’entusiasmo acritico né dalla campagna di dislike organizzata. I dati disponibili — il rating IMDb, le recensioni della stampa specializzata, la risposta del pubblico che ha già visto il film — indicano che si tratta di un’opera ambiziosa e riuscita, degna dell’autore di Oppenheimer.
La storia di Odisseo è una delle più potenti mai raccontate: parla di nostalgia, di identità , di fedeltà , di trasformazione. È una storia che ha attraversato tremila anni di civiltà occidentale e continua a parlare a chiunque abbia mai desiderato tornare a casa, o abbia perso di vista chi è davvero. Che Nolan sia riuscito a tradurla in un kolossal d’azione da quasi tre ore girato su pellicola IMAX con uno dei cast più stellari degli ultimi anni è, di per sé, una notizia straordinaria.
I 700.000 dislike sul trailer? Fanno notizia, certo. Ma sono già storia. Il film è in sala, la gente lo sta vedendo, e i numeri reali raccontano una storia completamente diversa. Mettetevi comodi — stavolta davvero in una poltrona di cinema.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








