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Serena Rossi riceve il Premio Campari Passion for Film 2026 a Venezia 83

Serena Rossi e il Premio Campari Passion for Film 2026 a Venezia: una serata da non perdere

Mettetevi comodi, perché questa è una di quelle notizie che fanno venire voglia di prenotare un vaporetto per il Lido anche a ferragosto. Giovedì 10 settembre 2026, nella Sala Grande del Palazzo del Cinema, Serena Rossi riceve il Premio Campari Passion for Film 2026 a Venezia 83, e lo fa nel contesto più cinematograficamente carico che si possa immaginare: subito prima della proiezione fuori concorso di Scherzetto, il nuovo film di Mario Martone in cui recita accanto a Toni Servillo. Una serata che vale da sola il prezzo del festival.

La 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia — in programma dal 2 al 12 settembre 2026 — è da sempre il palcoscenico più prestigioso del cinema europeo e mondiale. E il fatto che il Campari Passion for Film Award cada proprio nell’ultima fase del festival, a ridosso della chiusura, trasforma quella serata del 10 settembre in un momento di sintesi ideale: un omaggio a una delle interpreti più complete e amate del cinema italiano contemporaneo, in un’edizione che si annuncia già come una delle più attese degli ultimi anni.

Che cos’è il Campari Passion for Film Award

Prima di tutto, una domanda legittima: di che tipo di riconoscimento si tratta? Il Campari Passion for Film Award non è il Leone d’Oro, non è un premio della giuria ufficiale, non misura la competizione. È qualcosa di diverso, per certi versi più personale: un riconoscimento che Campari — storico brand italiano, da decenni legato all’immaginario del cinema e dello stile — assegna a personalità del mondo cinematografico che incarnano una visione autentica, una dedizione totale all’arte della recitazione e della narrazione per immagini. Il nome stesso, “Passion for Film”, dice tutto: non si premia il blockbuster dell’anno, si premia chi al cinema ci crede davvero, chi lo abita con intensità.

Il legame tra Campari e il cinema è lungo e radicato. Il brand ha costruito negli anni una presenza significativa nel mondo del grande schermo, dagli spot iconici alle partnership con i festival internazionali. Venezia, in particolare, rappresenta per Campari un palcoscenico naturale: l’eleganza della Mostra, il glamour del red carpet, la serietà dei contenuti si sposano perfettamente con un’identità di marca che ha sempre puntato sull’idea di passione come motore creativo. Assegnare questo premio a Serena Rossi, in questo contesto, non è una scelta casuale né puramente commerciale: è una dichiarazione su chi, nel panorama del cinema italiano di oggi, rappresenta quella fiamma.

Chi è Serena Rossi: una carriera costruita mattone dopo mattone

Parlare di Serena Rossi solo come di “un’attrice napoletana di successo” sarebbe riduttivo quanto sbagliato. La sua è una carriera costruita con pazienza, versatilità e una capacità rara di abitare registri diversi senza mai perdere la propria riconoscibilità. Nata a Napoli, Rossi ha percorso una traiettoria che l’ha portata dalla televisione al cinema, dal doppiaggio al teatro, dalla commedia al dramma, sempre con una coerenza di fondo che è la sua cifra stilistica più preziosa.

Il grande pubblico televisivo l’ha conosciuta e amata in produzioni RAI di enorme successo, ma il cinema le ha dato la possibilità di mostrare una profondità interpretativa che va ben oltre i confini di un piccolo schermo. La sua capacità di dosare emozione e controllo, di portare sullo schermo personaggi che sembrano veri perché lei li sente davvero, l’ha resa una delle attrici più richieste della sua generazione. E non è un caso che Mario Martone — uno dei registi italiani più rigorosi e raffinati in circolazione — l’abbia scelta per Scherzetto.

C’è poi la dimensione della voce, che nel caso di Serena Rossi è tutt’altro che un dettaglio. La sua carriera nel doppiaggio e nella musica ha contribuito a formare una sensibilità artistica a tutto tondo, quella capacità di modulare non solo il corpo ma ogni sfumatura sonora della performance. Chi ha una voce così non recita soltanto con gli occhi o con il gesto: recita con tutto sé stesso. È una qualità che si sente, che si percepisce anche attraverso uno schermo.

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Una presenza nel cinema che cresce di film in film

Quello che colpisce, seguendo il percorso cinematografico di Serena Rossi, è la progressione qualitativa delle scelte. Non si è accontentata di confermare il successo televisivo con ruoli comodi o prevedibili. Ha cercato il rischio, la sfida, la collaborazione con autori che chiedono molto. E questo approccio — che è esattamente l’essenza della “passion for film” che il premio intende celebrare — l’ha portata a costruire una filmografia che parla da sola. Scherzetto con Mario Martone e Toni Servillo è, in questo senso, un capitolo particolarmente significativo: non è un film di intrattenimento facile, è un’opera che si prende il tempo di raccontare qualcosa di complesso, e per farlo ha bisogno di interpreti all’altezza.

Lavorare accanto a Toni Servillo — uno degli attori italiani più rispettati a livello internazionale, già vincitore di riconoscimenti in tutto il mondo e presenza fissa nei film di Paolo Sorrentino — non è una cosa che si fa senza una preparazione solida e senza un talento fuori discussione. Il fatto che Martone li abbia scelti entrambi per Scherzetto dice molto sul livello a cui Serena Rossi opera oggi nel cinema italiano.

Scherzetto di Mario Martone: cosa sappiamo del film

Scherzetto è presentato fuori concorso alla 83ª Mostra di Venezia. La proiezione nella Sala Grande del Palazzo del Cinema, il 10 settembre 2026, segue immediatamente la cerimonia di consegna del Premio Campari Passion for Film a Serena Rossi: una sequenza narrativa quasi perfetta, in cui il riconoscimento alla carriera dell’attrice introduce direttamente la sua ultima prova sul grande schermo.

Mario Martone è un nome che nel cinema italiano vale tantissimo. Regista teatrale e cinematografico di lungo corso, ha firmato opere che hanno segnato il cinema d’autore italiano degli ultimi decenni. La sua capacità di lavorare con attori di prima grandezza, di costruire atmosfere dense e personaggi stratificati, lo rende uno dei pochi autori italiani capaci di tenere insieme rigore intellettuale e accessibilità emotiva. Che abbia scelto Serena Rossi e Toni Servillo come coppia protagonista di Scherzetto è già di per sé una notizia di quelle che fanno alzare le antenne a qualsiasi cinefilo.

La collocazione fuori concorso non diminuisce l’interesse per il film: a Venezia, le proiezioni fuori concorso sono spesso quelle più attese, quelle che generano il maggiore entusiasmo tra il pubblico e la critica, libere dalla pressione della competizione ufficiale e capaci di imporsi per forza propria. Scherzetto arriva al festival con tutte le premesse per essere uno dei film di cui si parlerà più a lungo, anche dopo la chiusura della Mostra il 12 settembre.

La Sala Grande del Palazzo del Cinema: il palcoscenico giusto per un momento del genere

C’è qualcosa di quasi cinematografico — nel senso più letterale del termine — nell’idea che una cerimonia come questa si svolga nella Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia. Quella sala ha ospitato decenni di storia del cinema mondiale: prime mondiali, premi, scandali, capolavori. Entrare lì significa entrare in un luogo carico di memoria e di significato, dove ogni serata porta con sé il peso specifico di tutto ciò che è venuto prima.

Per Serena Rossi, ricevere il Premio Campari Passion for Film 2026 in quella sala, davanti al pubblico della Mostra, è un momento che va ben oltre la soddisfazione personale. È una forma di riconoscimento da parte di un’industria e di una cultura cinematografica che la vedono come una delle proprie voci più autentiche. E il fatto che subito dopo si accendano le luci sul grande schermo per mostrare Scherzetto trasforma l’intera serata in qualcosa di organico, di coerente: non un premio e poi un film, ma un unico grande racconto su cosa significa fare cinema con passione.

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Venezia 83: un’edizione che già si annuncia memorabile

La 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in programma dal 2 al 12 settembre 2026, si conferma come uno degli appuntamenti più importanti del calendario cinematografico mondiale. Venezia non è solo un festival: è il festival più antico del mondo, una istituzione che da quasi un secolo porta al Lido il meglio della produzione cinematografica internazionale, dando spazio sia ai grandi nomi che alle voci nuove, sia al cinema commerciale di qualità che all’autorialità più radicale.

In un’edizione che si preannuncia densa di appuntamenti, la serata del 10 settembre con il Premio Campari Passion for Film a Serena Rossi e la proiezione di Scherzetto rappresenta uno dei momenti di maggiore attesa. Non solo per i fan dell’attrice, non solo per gli appassionati di Martone o di Servillo, ma per chiunque segua il cinema italiano con attenzione e voglia capire dove sta andando, quali sono le storie che si scelgono di raccontare, chi sono i volti e le voci che le abitano.

Per approfondire la storia e il programma della Mostra del Cinema di Venezia, il punto di riferimento è naturalmente il sito ufficiale della Biennale di Venezia, dove è possibile trovare tutte le informazioni sulle proiezioni, gli eventi collaterali e le sezioni della 83ª edizione. Per seguire invece l’evoluzione della carriera di Serena Rossi e le notizie sul Premio Campari Passion for Film, The Hollywood Reporter ha dedicato un ampio servizio all’annuncio, confermando come l’attenzione internazionale sull’attrice italiana sia tutt’altro che trascurabile.

Perché questo premio conta: il senso di un riconoscimento

In un panorama in cui i premi cinematografici si moltiplicano e rischiano a volte di perdere significato, il Campari Passion for Film Award conserva una sua identità precisa. Non è un premio alla carriera nel senso convenzionale del termine — non è una medaglia per i servizi resi, non è una celebrazione nostalgica di ciò che è stato. È, piuttosto, un riconoscimento al presente e al futuro: si assegna a chi è ancora pienamente dentro il cinema, a chi lo sta ancora costruendo, a chi porta avanti un’idea di recitazione e di narrazione che vale la pena celebrare adesso, non tra vent’anni.

In questo senso, scegliere Serena Rossi per il 2026 è una scelta che guarda avanti. È il riconoscimento di una traiettoria in piena ascesa, di un’artista che ha già dato molto ma che ha chiaramente ancora molto da dire. E presentarle il premio la sera stessa in cui il pubblico veneziano vedrà per la prima volta Scherzetto — il suo ultimo lavoro, accanto a Toni Servillo, diretto da Mario Martone — trasforma la cerimonia in qualcosa di più di una semplice consegna di targa: diventa l’apertura di un capitolo, non la chiusura di uno.

Cosa aspettarsi dalla serata del 10 settembre

Per chi avrà la fortuna di essere al Lido quella sera, la Sala Grande del Palazzo del Cinema offrirà uno di quei momenti rari in cui il cinema si celebra sé stesso nel modo più autentico possibile: non con la retorica dei discorsi di circostanza, ma con la concretezza di un film che inizia, di luci che si spengono, di una storia che prende vita sullo schermo. Il Premio Campari Passion for Film a Serena Rossi sarà il preludio perfetto a una proiezione che già si preannuncia come uno degli eventi più discussi dell’intera Mostra.

Per chi invece seguirà da lontano, questa è la notizia giusta per tenere gli occhi puntati su Scherzetto e sulla sua distribuzione nelle sale italiane: un film firmato Martone, con Rossi e Servillo, presentato a Venezia fuori concorso, è esattamente il tipo di cinema che merita di essere visto sul grande schermo, senza aspettare lo streaming. Segnate la data, prenotate il posto, e preparatevi a scoprire cosa significa fare cinema con vera passione — che è esattamente quello che il premio di questa sera intende celebrare.

Il serena rossi premio venezia 2026 non è solo un momento di gloria personale per una delle nostre attrici più complete: è un segnale preciso su dove sta andando il cinema italiano, su chi lo rappresenta con più forza e autenticità sulla scena internazionale. E quella scena, il 10 settembre, sarà la Sala Grande del Palazzo del Cinema. Difficile immaginare un palcoscenico migliore.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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Redazione Velvet

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