Coming Soon

Ray Gunn di Brad Bird: il noir animato di Netflix tra Skydance e Tom Waits

Ray Gunn di Brad Bird: il noir animato di Netflix tra Skydance e Tom Waits

Ci sono progetti che nascono come ossessioni silenziose, idee che un regista porta con sé per anni — talvolta decenni — prima che il momento giusto arrivi davvero. Brad Bird lo sa meglio di chiunque altro: il ray gunn film che sta per sbarcare su Netflix il 18 dicembre 2026 è un’idea che covava nella sua testa ancora prima di girare The Iron Giant, il suo debutto alla regia del 1999. Più di trent’anni di attesa, di pitching, di rifiuti e di tentativi. Oggi, prodotto da Skydance Animation, Ray Gunn è finalmente realtà — e già dai primi sguardi sembra destinato a diventare uno degli eventi animati dell’anno.

Un detective umano in un futuro alieno: la trama di Ray Gunn

La storia è quella di Raymond “Ray” Gunn, presentato come l’ultimo detective privato umano ancora in attività. Il contesto in cui si muove è Metropia, una città gigantesca ambientata in un futuro alternativo che guarda al mondo come lo si immaginava nel 1939: razzi, neon, skyline verticali e una mescolanza di epoche che solo l’animazione può restituire con questa coerenza visiva. Non è fantascienza speculativa nel senso contemporaneo del termine — è retrofuturismo puro, quella visione del domani filtrata attraverso l’estetica del dopoguerra, dei pulp magazine, dei fumetti di Flash Gordon.

Ray viene trascinato in un caso che mescola alieni, omicidio e una star multimediale di nome Venus Nova. È lei il centro gravitazionale della storia: una figura volatile, affascinante, potenzialmente pericolosa. Intorno a lei ruotano segreti che potrebbero scuotere Metropia dalle fondamenta. Il film intreccia la struttura classica del noir — il detective solitario, la femme fatale, il crimine oscuro — con gli elementi propri della fantascienza, in un ibrido di genere che Bird ha chiaramente pensato e ripensato per decenni.

Il cast vocale: Rockwell, Johansson, Waits e Cannavale

Uno degli aspetti più entusiasmanti di Ray Gunn è la composizione del cast vocale, che da sola racconta le ambizioni del progetto. Sam Rockwell presta la voce al protagonista Raymond Gunn: attore di rara versatilità, capace di muoversi con uguale naturalezza tra il dramma e la commedia, Rockwell è una scelta che sembra quasi ovvia a posteriori. La sua voce ha quella qualità graffiante e insieme malinconica che un detective noir richiede — stanco del mondo ma non ancora rassegnato.

→ Leggi anche: Night Tales Club: Kiyoshi Kurosawa riporta il brivido sovrannaturale su Disney+ e Hulu

Scarlett Johansson è Venus Nova. Non è la prima volta che Johansson si cimenta con il solo uso della voce in un contesto cinematografico di grande impatto — il precedente di Her di Spike Jonze è lì a testimoniarlo — e la sua capacità di costruire un personaggio attraverso la sola modulazione vocale la rende perfetta per una femme fatale animata. Venus è una star, è un enigma, è forse una vittima e forse una carnefice: il tipo di ruolo che richiede sfumature, e Johansson le sfumature le conosce bene.

Ma la scelta più sorprendente — e forse la più poeticamente coerente con l’estetica del film — è quella di Tom Waits nel ruolo di Eyera. Waits è un’icona della controcultura americana, un musicista la cui voce sembra provenire da un’altra epoca, da qualche bar fumoso di una città immaginaria. La sua presenza in un noir animato ambientato in un futuro che sa di anni Trenta è quasi una scelta di casting metafisica. Chiude il quadro principale Bobby Cannavale, che dà voce al marito di Venus: un personaggio che nei noir classici è spesso la figura più ambigua, quella che potrebbe essere vittima o colpevole a seconda di come si gira la luce.

Brad Bird e il progetto di una vita: oltre trent’anni di attesa

Per capire davvero cosa rappresenta Ray Gunn, bisogna fare un passo indietro e guardare alla carriera di Brad Bird con occhi da cinefilo. Bird ha concepito questo film prima ancora di iniziare a lavorare a The Iron Giant, il suo debutto alla regia del 1999 che oggi è considerato uno dei capolavori dell’animazione americana. Pensate a questo: mentre Bird stava costruendo la storia del robot gigante e del bambino Hogarth, nella sua testa già esisteva Metropia, già esisteva Ray Gunn, già esisteva Venus Nova.

Eppure, per più di trent’anni, il progetto è rimasto in sospeso. Bird ha pitchato Ray Gunn in ogni fase della sua carriera — durante gli anni della Pixar, quando ha diretto Gli Incredibili e poi Ratatouille, quando è passato al live action con Mission: Impossible – Protocollo Fantasma e poi Tomorrowland. Ogni volta, per ragioni diverse, il film non decollava. Oggi, grazie a Skydance Animation e alla distribuzione globale di Netflix, quella storia ha finalmente trovato casa.

Questa lunga gestazione non è un semplice aneddoto biografico: è la chiave per leggere il film. I progetti che un autore porta con sé per decenni tendono ad accumularsi di strati, di riflessioni, di revisioni. Ray Gunn non è un film pensato in fretta per cavalcare una tendenza del momento — è un’opera che ha avuto tutto il tempo per maturare, per essere soppesata, per essere smontata e rimontata nella mente del suo creatore. Questo non garantisce automaticamente la riuscita, ma garantisce quasi sempre la profondità.

→ Leggi anche: Artificial di Luca Guadagnino: Andrew Garfield e la storia di Sam Altman

L’estetica di Metropia: quando il retrofuturismo incontra il noir

L’ambientazione di Ray Gunn merita un discorso a parte. Metropia è descritta come una città gigantesca in un futuro alternativo visto attraverso la lente del 1939 — e questa definizione apre scenari visivi straordinari. Il 1939 è un anno-simbolo: è l’anno in cui Hollywood produceva i suoi classici d’oro, in cui i fumetti di fantascienza immaginavano città di vetro e acciaio, in cui il film noir stava per esplodere come genere dominante della cultura popolare americana.

Costruire un futuro che guarda a quel passato immaginato significa lavorare su un doppio livello di finzione: non è il futuro reale, non è il passato reale, ma è qualcosa di più interessante — è il futuro come lo sognavano gli uomini del passato, con tutte le sue ingenuità e le sue visioni grandiose. I razzi come mezzi di trasporto urbano, le insegne al neon come paesaggio quotidiano, le architetture monumentali come sfondo naturale per storie di detective e crimini. È un mondo che sa di Blade Runner incontra Chinatown incontra i fumetti di Alex Raymond, filtrato attraverso la sensibilità visiva di un regista che ha sempre avuto un rapporto privilegiato con l’immagine animata.

Netflix e Skydance Animation: un progetto di peso per la fine del 2026

Dal punto di vista produttivo e distributivo, Ray Gunn rappresenta una scommessa significativa. Skydance Animation ha costruito negli ultimi anni una reputazione solida nel settore dell’animazione di qualità, e affidare un progetto così personale e atteso a uno studio con quella vocazione sembra la scelta giusta. La distribuzione attraverso Netflix garantisce al film una visibilità globale immediata: il 18 dicembre 2026 sarà disponibile per gli abbonati di tutto il mondo, senza le limitazioni geografiche di una distribuzione cinematografica tradizionale.

Il posizionamento natalizio non è casuale. Dicembre è storicamente il mese in cui le piattaforme e i distributori puntano i loro titoli di punta, quelli su cui hanno investito di più e da cui si aspettano il maggiore impatto. Mettere Ray Gunn il 18 dicembre significa credere che il film possa reggere il confronto con tutto ciò che il mercato offre in quel periodo — e significa anche voler raggiungere un pubblico ampio, non solo i fan dell’animazione d’autore.

Per chi ha seguito la carriera di Brad Bird fin dagli esordi, per chi ha amato il robot di The Iron Giant o ha riso e commosso con Gli Incredibili, il ray gunn film è uno di quegli appuntamenti che si segnano sul calendario con la matita rossa. Un progetto che porta con sé più di trent’anni di sogni, un cast vocale di lusso e un’ambientazione che già dalle prime descrizioni promette meraviglie visive. Il 18 dicembre, mettetevi comodi: Metropia aspetta.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.