Categorie: Recensioni

The Walking Dead 6×04: flashback sulla storia di Morgan, ma le risposte sono rimandate

Dopo il colpo di scena che ha scosso i milioni di appassionati con la morte di Glenn (Steven Yeun), uno dei personaggi storici della serie (anche se sono in tanti ad avere ancora delle speranze), The Walking Dead torna in onda con una puntata incentrata su Morgan (Lennie James), per raccontare quello che gli è accaduto prima di ritrovare Rick (Andrew Lincoln) e gli altri. Capire cosa lo ha portato a essere la persona che i telespettatori hanno visto in queste ultime puntate. L’episodio è quindi quasi del tutto a sé stante e spezza l’adrenalina che ha fatto esultare molti appassionati, stufi dei ritmi troppo lenti, e rimanda ulteriormente le risposte agli interrogativi lasciati in sospeso. In modo analogo all’ultimo episodio di Agents of S.H.I.E.L.D..

La storia inizia con Morgan nella foresta che elimina erranti e persone come se non ci fosse differenza, colto da una rabbia disperata e senza senno. Fino a che non viene catturato da un uomo (John Carroll Lynch, recentemente in American Horror Story: Freak Show) che lo mette in cella e invece di esaudire la sua richiesta di ammazzarlo, decide di nutrirlo e reindirizzarlo. Dopotutto è stato il suo lavoro, quello da psicologo carcerario. Finisce così per salvarlo, da se stesso più che dagli erranti. Con (molta) pazienza e determinazione, lo aiuta a liberarsi da quella follia omicida che aveva corrotto la sua anima e nello stesso tempo trova in lui una persona con cui parlare, confidarsi, tornare a socializzare, soprattutto non essere più solo. Fino al momento emozionante in cui racconta al suo ex prigioniero quel che gli è accaduto. Ma riprendendo un tema sempre più caro a questo show, anche in questo caso non sono gli erranti ad avergli rovinato la vita: è stato un uomo. Un assassino che per vendetta ha ucciso a sangue freddo la moglie e i figli. Un uomo che lui ha scelto di perdonare perché è giunto alla conclusione che “ogni vita è importante“. Una consapevolezza che ora lo ha portato anche a salvare Morgan, nonostante abbia tentato di ucciderlo più di una volta.

Gli regala un bastone, gli insegna l’aikido, lo tratta come un allievo e un amico e alla fine questo diventa. Ma più si va avanti e più si sa benissimo cosa accadrà. E l’inevitabile avviene, senza sorprese e senza clamore. Dopotutto non sono quelle che questa puntata cerca, a differenza delle precedenti (leggi la recensione dell’inizio stagione). Le emozioni, quelle sì che sono cruciali e il finale è davvero straziante. La trasformazione di Morgan è completata e da possibile “cattivo” della storyline principale, adesso senza dubbio saranno in tanti a tifare per lui conoscendo la sua storia, sapendo come è divenuto l’uomo che è e i sacrifici che lo hanno forgiato. Compreso l’ultimo. Il più pericoloso.

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