Categorie: Recensioni

The Walking Dead 6×14: non tutti passano al livello successivo

Non tutti sono nati soldati, ma quando c’è una guerra tutti devono decidere se diventarlo o essere vittime

Nello scorso episodio di The Walking Dead (LEGGI LA RECENSIONE) Maggie (Lauren Cohan) e Carol (Melissa McBride) si sono trovare di fronte a uno specchio e lo hanno oltrepassato dimostrando di essere profondamente cambiate. Ma essere pronti per quelli che saranno e che già sono scontri inevitabili non è da tutti. Qualcuno si è già “trasformato”, qualcuno ha scelto di auto ingabbiarsi per non doverlo fare o provare a tornare indietro sui suoi passi, altri sono rimasti sempre nelle retrovie per paura o convenienza. E alcuni di questi ultimi proprio adesso che si è raggiunta una sorta di tranquillità (la quieta prima della tempesta) iniziano a sentire il bisogno di evolversi, di andare oltre e passare al livello successivo, o “Twice as far” come è stata intitolata non a caso questa 14esima puntata. Questo bisogno è dato proprio dalla consapevolezza che la ritrovata serenità è dovuta al coraggio e al sacrificio di terzi e che per stare al passo con gli altri c’è bisogno di qualcosa di più.

LEGGI ANCHE: L’ATTRAZIONE DI THE WALKING DEAD AGLI UNIVERSAL STUDIOS

La prima a voler fare questo passo è Denise (Merritt Wever), ma al suo fianco ci sono Rosita (Christian Serratos) e Daryl (Norman Reedus). Babysitter più che maestri, entrambi cercano di scoraggiarla a compiere l’impresa e poi, rendendosi conto di quanto in realtà lei sia convinta, scelgono di accompagnarla per fornirle una sorta di rete di salvataggio nel caso si spingesse troppo in là. Ma Denise è intenzionata proprio a superare le paure, le proprie debolezze. E lo fa, approfittando di un momento di solitudine, andando a rischiare tutto pur di trovare una nuova se stessa. E ci riesce.

E poi c’è Eugene (Josh McDermitt), che pensa di aver compiuto la mutazione da tempo, senza capire che il suo battesimo del fuoco è in realtà ancora lontano. Così lontano, forse no dopotutto. Ad aiutarlo a capirlo, con le buone e con le cattive, è Abraham (Michael Cudlitz). Proprio al termine dell’ennesimo diverbio, i due si separano e Eugene finisce nelle grinfie dei Salvatori, per un finale di puntata in cui le emozioni non mancano senza dubbio. Sì perché anche in un episodio interlocutorio come questo, dove mancano perfino alcuni dei principali personaggi, ci sono colpi di scena che lasciano i telespettatori di stucco. Perché la morte arriva sempre quando meno te lo aspetti, soprattutto quando è casuale. Del tutto casuale. E se questi sono i presupposti, chissà cosa ci riserverà il season finale tra poche settimane (LEGGI ANCHE: LE PAROLE DI ANDREW LINCLN SUL FINALE DI STAGIONE).

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